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Sezione Cinema

 

[Trainspotting]  ><  [Pulp Fiction]  ><  [Blow]  ><  [Almost Famous]

 

 

 

Note

Titolo originale:  Trainspotting
Nazione:  GB
Anno:  1996
Genere:  Grottesco
Durata:  94'
Regia:  Danny Boyle
Sito ufficiale:  http://www.miramax.com

Cast:  Ewan McGregor, Ewen Bremner, Kevin McKidd, Jonny Lee Miller, Robert Carlyle, Kelly Macdonald
Produzione:  Andrew Mac Donald
Distribuzione:  Medusa

Recensione

Disturba, non si può negare. Per il linguaggio, per le immagini talvolta esplicite, per l'argomento trattato… ma ciò che provoca più disagio è qualcosa di intangibile, che percorre tutto il film e attraversa ogni singola inquadratura: è il senso di solitudine, di desolazione, di abbandono.
Sin dall'inizio Mark Renton (
Ewan McGregor) dichiara di non voler accettare una vita banale e monotona, di cercare qualcosa di diverso, che dia un significato alla propria esistenza. Tuttavia questo "qualcosa" non riesce a trovarlo ne' nell'amore e nel sesso; ne' nella famiglia, che, pur con tutto l'impegno, non arriva a comprendere il ragazzo a pieno; ne', tanto meno, nell'amicizia: nessuno dei presunti amici si preoccupa davvero per Mark, lasciato solo nei momenti del bisogno, e ciascuno è pronto a sfruttarlo mettendolo anche nei guai.
Persi i "treni" dell'amore, della famiglia e dell'amicizia, Mark sale su quello della droga. Il desiderio di una vita piena lo porta, paradossalmente, al rifiuto della vita stessa…
Poiché nessuno dei suoi "amici" ha o avrebbe scrupoli nei suoi confronti, egli si sente autorizzato a tradirli, ammettendo di essere cattivo e giustificando così il proprio comportamento. Ma davvero Mark è "cattivo", oppure lo è diventato spinto dalle circostanze e dalle persone che gli sono accanto? Il sorriso ambiguo di
Ewan McGregor che chiude il film ci lascia senza risposta…
Danny Boyle dà il meglio di sé con una regia da una parte cruda ed esplicita, dall'altra ricchissima di immagini simboliche. Il titolo stesso è metaforico: "guardare i treni che passano", osservarli mentre corrono davanti agli occhi senza riuscire a salirvi…
Colpisce, tra le tante immagini impressionanti, quella del bambino morto; essa ci ricorda il bambolotto che appare in "Piccoli omicidi tra amici", ma acquista una valenza ben diversa: lì era una semplice figura inquietante, in "Trainspotting" diventa il simbolo stesso dell'abbandono, e tormenta Mark mentre affronta, da solo, una terribile crisi. In effetti, Boyle sembra più volte riprendere spunti o motivi da questo suo precedente film per svilupparli: l'atmosfera a volte tetra e pessimistica, l'umorismo sottile e amaro, il tema dell'inconsistenza dell'amicizia…
Il trattamento che Mark subisce quando sviene per un'overdose, poi, è più eloquente di qualunque lungo discorso sul rapporto drogato-società: sia l'amico fornitore della droga, sia il tassista, sia le guardie e le infermiere lo maneggiano esattamente come un sacco della spazzatura!
Bellissima è, inoltre, la scena in cui il giovane è, questa volta, in crisi di astinenza. Un semplice letto, una coperta calda e fastidiosa, una stanza vuota e stretta, una porta sbarrata, un'infinità di treni disegnati sulla tappezzeria delle pareti, una musica martellante, una telecamera in movimento frenetico… e l'incubo di Mark ha inizio. La scena è ben costruita, e
Ewan McGregor dà il suo tocco da maestro con un'interpretazione che trasmette allo spettatore il senso di claustrofobia e la mancanza di fiato che fanno star male il suo personaggio. Ewan è senza dubbio l'anima del film; sul suo viso esso si apre e si conclude. Il suo sorriso è una sorta di filo conduttore: accennato, pieno, inquietante, ambiguo, amaro, forse mai gioioso e sincero, esso ci rivela gli stati d'animo del protagonista più che tante parole.
Proprio con questo splendido sorriso si chiude, in dissolvenza, il film. Mark ha preso il suo treno e, quasi lanciando una sfida, ci guarda dritto negli occhi e sembra chiederci: "e voi su quale treno salirete?"

 

Soundtrack

Titolo brano     Nome interprete
Lust For Life   Iggy Pop
Deep Blue Sea   Brian Eno
Trainspotting   Primal Scream
Atomic   Sleeper
Temptation   New Order
Night Clubbing   Iggy Pop
Sing   Blur
Perfect Day   Lou Reed
Mile End   Pulp
For What You Dream Of   Bedrock Featuring KYO
2:1   Elastica
A Final Hit   Leftfield
Born Slippery   Underworld
Closet Romantic   Damon Albarn


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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Note

Titolo originale:  Pulp Fiction
Nazione:  Usa
Anno:  1994
Genere:  Thriller
Durata:  154'
Regia:  Quentin Tarantino
Sito ufficiale:   

Cast:  John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Harvey Keitel, Tim Roth, Amanda Plummer, Maria de Medeiros, Bruce Willis, Rosanna Arquette, Eric Stoltz, Quentin Tarantino, Christopher Walken
Produzione:  Lawrence Bender, Danny DeVito
Distribuzione:  Cecchi Gori

Recensione

Palma d'oro - Festival di CANNES 1994

  ...Pulp Fiction riprende titolo ed atmosfere dalla letteratura "bassa" dei polizieschi popolari, smontando, cucendo, accavallando alcuni episodi minimalisti di altissima tensione e banalissima quotidianità: una giovane coppia che rapina gli avventori di un bar, un gangster che porta a ballare la donna del capo e se la ritrova quasi cadavere per un'overdose, due killer che non sbagliano un colpo ma che casualmente spiattellano le cervella di un ostaggio proprio nella loro automobile, un pugile che, dopo aver fatto il doppio gioco in un mach truccato, si ritrova a rischiare la pelle fianco a fianco con il boss che ha tradito... Non fatevi ingannare dal tono sornione delle storie di Tarantino, Pulp Fiction è un film cruento, apertamente amorale secondo i crismi di un cinema di valori, ma è anche scorrevole e divertente, un piccolo gioiello nell'ambito del cinema di genere, col ghigno del paradosso e la confidenzialità della commedia-nera. I suoi personaggi blaterano senza posa e il loro blaterare genera tensione nell'attesa di un colpo d'azione che si rimanda di continuo (dilatando la drammaticità fino ad annullarla) o che arriva quando meno te l'aspetti, scoppiando con il bagliore di un flash del quale ti sfugge lo shock, ma ti resta l'emozione. E questo è grande cinema.

 

Soundtrack

Titolo brano

   

Nome interprete

'Pumpkin And Honey Bunny'/Misirlou

 

Dick Dale and His Del-tones

'Royale With Cheese'

 

Film Dialogue Tarantino

Jungle Boogie

 

Kool and The Gang

Let's Stay Together

 

Al Green

Bustin' Surfboards

 

Tornadoes

Lonesome Town

 

Ricky Nelson

Son Of A Preacher Man

 

Dusty Springfield

'Zed's Dead, Baby'/Bullwinkle Part II

 

Centurians

'Jack Rabbit Slims Twist Contest'/You Never Can

 

Chuck Berry

Girl, You'll Be A Woman Soon

 

Urge Overkill

If Love Is A Red Dress

 

Maria Mckee

'Bring Out The Gimp'/Comanche

 

Revels

Flowers On The Wall

 

Statler Brothers

Personality Goes A Long Way

 

Film Dialouge Tarantino

Surf Rider

 

Lively Ones

'Ezekiel 25:17'

 

Film Dialouge Tarantino

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Note

Titolo originale:  Blow
Nazione:  Usa
Anno:  2001
Genere:  Drammatico
Durata:  124'
Regia:  Ted Demme

Cast:  Johnny Depp, Penélope Cruz, Jordi Mollà, Franka Potente.
Produzione:  Ted Demme, Denis Leary, Joel Stillerman
Distribuzione:  Nexo

Recensione

George Jung, tipico ragazzo americano cresciuto in provincia ha il "merito" di aver introdotto negli anni '70 la cocaina in America, diventando uno dei primi corrieri per i signori della droga del cartello colombiano. Storia vera dell'ascesa e caduta di un giovane che poco propenso a rompersi la schiena lavorando diventa il braccio destro di Pablo Escobar. Ingenuità, senso pratico e persino coraggio: questi gli elementi caratteristici di Jung attraverso i quali supera le frontiere dell'illecito affrontando spietate negoziazioni, brutali esecuzioni, fino al riciclaggio di enormi quantità di denaro.

Versatile ed eclettico regista di commedie come "Beautiful girl" con Uma Thurman o "Life" con Eddie Murphy, Ted Demme decide con "Blow" di affrontare un genere diverso e raccontare la storia di una vita che corre impavida verso la catastrofe, mai melodrammatica e spesso ironica. George è il ritratto dell'avidità umana ma anche un personaggio patetico che alla fine paga il prezzo altissimo della perdita della libertà.
Dalla marijuana alla cocaina il passo è relativamente breve ma Jung lo percorre facilmente senza frapporre l'inopportuno senso morale. Ed è soprattutto l'amoralità mista ad una inaspettata ingenuità a rendere affascinante quest'uomo. Una vita toccata spesso dalla tragedia: la morte dell'amatissima Barbara, compagna di ventura degli inizi, ma soprattutto l'allontanamento della figlia Kristina dopo il forzato divorzio dalla moglie Mirtha, all'indomani della sua incarcerazione.
Alimentata dall'adrenalina per il rischio costante di questa corsa dietro ad un folle sogno di grandezza e di onnipotenza, la storia è anche ravvivata dallo stile degli anni '70 in cui kitch e colore erano di rigore e da una bellissima ed evocativa colonna sonora che salta dalla "All the tired horses" di Bob Dylan a "La noche de la fiesta" di Kerry Brown.

Johnny Depp è l'interprete eccellente di un uomo che proprio come lui, seppur in altro ambito, ha avuto un'ascesa da capogiro verso la fama e la fortuna. Poco credibile solamente nella parte finale, ingrassato e invecchiato malamente dal trucco è poco credibile. Ma sono le ultime battute e possiamo dimenticarle.

 

Soundtrack

Titolo brano     Nome interprete
Can't You Hear Me Knocking   The Rolling Stones
Rumble   Link Wray
Glad And Sorry   Faces
Strange Brew   Cream
Black Betty   Ram Jam
Blinded By The Light   Manfred Mann's Earth Band
Let's Boogaloo   Willie Rosario
Keep It Comin' Love   KC And The Sunshine Band
Yellow World   J Girls
That Smell   Lynyrd Skynyrd
All The Tired Horses   Bob Dylan
Can't You See   Marshall Tucker Band
Push & Pull   Nikka Costa

 

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Note

Titolo originale:  Almost Famous
Nazione:  Usa
Anno:  2000
Genere:  Commedia/Romantico/Drammatico
Durata:  122'
Regia:  Cameron Crowe
Sito ufficiale:  http://www.almost-famous.com/

Cast:  Billy Crudup, Frances McDormand, Kate Hudson, Patrick Fugit, Anna Paquin, Jason Lee, Fairuza Balk.
Produzione:  DreamWorks SKG, Vinyl Films.
Distribuzione:  Columbia Tristar

Recensione

Quasi famosi sono i "Stillwater", il gruppo su cui il giovanissimo William Miller (l'esordiente Patrick Fugit) viene incaricato dalla leggendaria rivista "Rolling Stones" di scrivere un articolo.
L'occasione della sua vita, tanto più che la redazione del giornale non immagina che si tratta di un sedicenne, anche se di talento.
William si aggrega al complesso e ne vive l'ascesa e la potenziale incoronazione a star non con gli occhi del critico disincantato, ma piuttosto con quelli del fan e si lascia travolgere dal "colpo di coda" degli anni settanta.

L'abilità del regista, Cameron Crowe ("Jerry Maguire" / "Singles") non risiede tanto nel raccontare gli anni "dell'amore libero e dell'evasione nell'acido", ma nel saper cogliere come questo bombardamento di emozioni possa influire sull'adolescenza di un ragazzo. La vita di William viene sconvolta non soltanto dal contatto con i membri del gruppo, su tutti il chitarrista Russel (Billy Crudup / "Sleepers" - "The Hi-Low Country"), ma soprattutto dalla vicinanza di Penny Lane (Kate Hudson / "Il Dr. T e le Donne" - "About Adam") leader delle "groupie" degli Stillwater [le "groupie" erano delle fan che seguivano ovunque i loro beniamini lungo tutta la tournee - n.d.a.], attraverso la quale conoscerà le pene d'amore. La maturazione di William risulta maggiormente evidente in contrapposizione alla sua situazione familiare: cresciuto in una piccola cittadina della provincia americana dalla sola madre (Frances Mc Dormand / "Fargo" - "Wonder Boys") convinta che il rock avrebbe traviato il figlio in un'atmosfera di totale proibizionismo, lo spiraglio di luce di un'evasione da questa quotidianità avrà lo stesso effetto di una bomba sul giovane William.

Crowe tocca tutti i tasti della vita di un gruppo musicale: la gioia degli inizi, la fama conseguente ad una improvvisa popolarità, la perdita dei metri di misura con la conseguente affannosa ricerca dei "vecchi valori", le prime invidie interne che minano la serenità del gruppo fino alla catarsi finale che può sfociare nell'autodistruzione.

Ottimo tutto il cast, su tutti l'interpretazione di Philip Seymour Hoffman ("Flawless" / "Il Talento di Mr. Ripley") nei panni del giornalista rock Lester Bangs, mentore di William. La sua frase "Il rock è morto ragazzo, tu forse potrai coglierne il rantolo finale!" racchiude tutta la sua filosofia e cinismo sulla vita. Eccellente anche la scenografia e l'ambientazione totalmente convincenti. Insomma una pellicola veramente ben confezionata.

 

Soundtrack

Titolo brano     Nome interprete
America   Simon & Garfunkel
Sparks   The Who
It Wouldn't Have Made Any Difference   Todd Rundgren
I've Seen All Good People: Your Move   Yes
Feel Flows   The Beach Boys
Fever Dog   Stillwater
Every Picture Tells a Story   Rod Stewart
Mr. Farmer   The Seeds
One Way Out   The Allman Brothers Band
Simple Man   Lynyrd Skynyrd
That's the Way   Led Zeppelin
Tiny Dancer   Elton John
Lucky Trumble   Nancy Wilson
I'm Waiting for the Man   David Bowie
The Wind   Cat Stevens
Slip Away   Clarence Carter
Something in the Air   Thunderclap Newman

 

Il film, sebbene non sia un capolavoro della cinematografia, racconta perfettamente quegli anni d'oro, gli anni nei quali ogni giovane avrebbe voluto vivere. Gli anni della trasgressione, della libertà e soprattutto della Grande Musica. Ovviamente per rendere alla perfezione tutto ciò serve una grande colonna sonora. E di certo questa è una cosa che non manca al film: Elthon John, The Who, The Rolling Stones, Jimi Hendrix e Led Zeppelin. Questi ultimi contribuiscono con ben cinque magnifiche tracks: That's The Way, The Rain Song, Bron-Yr-Aur, Misty Mountain Hop e Tangerine, creando atmosfere magiche.

 

   © Copyright __LiZ@rd_KinG_2003::::...